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La ricerca speleologica nel reggiano, dagli inizi del secolo al presente

La ricerca speleologica nel reggiano, dagli inizi del secolo al presente
Castelnovo ne' Monti


E-mail
pargo@parco-gigante.it

Area Turistica
Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-emiliano e zona Matildica


Zona Geografica
Appennino




Descrizione
La speleologia dell'Emilia Romagna, dopo il periodo pionieristico del XIX, secolo, caratterizzato da singoli studiosi come Brizio, Cappellini, Chierici, Scarabelli, Zauli Naldi o da appassionati come Orsoni e l'Abate Ferretti, si organizza all'inizio del '900 con la nascita in Bologna della Società Speleologica Italiana (18/3/1903).
I componenti di questa Società, tra cui Gortani, Alzona e in modo particolare, Trebbi, agiscono però quasi esclusivamente nel bolognese, effettuando interessantissime e fondamentali ricerche sul carsismo nei gessi (Bertolani, 1986).
Occorre attendere la formazione dei Gruppi Speleologici perchè la ricerca e l'interesse per la speleologia ritornino sul territorio reggiano. La formazione del primo di essi: il Gruppo Speleologico Emiliano Romagnolo, vede i Soci Fondatori riuniti, il 21 Giugno 1931, alla grotta Santa Maria Maddalena, nei calcari arenacei, sotto la cima del Monte Valestra, in provincia di Reggio Emilia (Malavolti, 1952).
Questa cavità sarà la N. 1 del Catasto dell'Emilia-Romagna e sarà oggetto di pubblicazioni sulla geomorfologia (Montanaro, 1932) e sulla fauna, che vede una specie endemica di coleottero troglobio: il "Duvalius Menozzii" (Menozzi, 1933).
L'attività speleologica condotta nel reggiano prevalentemente ad opera del Gruppo Speleologico Emiliano e particolarmente da Fernando Malavolti, Rodolfo Salis e Salvatore Mascarà, è riportata in relazioni di attività (Malavolti, 1935-1939) e in una pubblicazione sul carsismo nei calcari arenacei (Malavolti, 1943).
In questo periodo vengono individuate, rilevate e catastate numerose cavità nei gessi messiniani e nei calcari arenacei del M. Valestra e della Pietra di Bismantova.
Il secondo conflitto mondiale interrompe l'attività in tutta la Regione, che riprende, in modo organizzato, solo nel reggiano, sempre per opera del Gruppo Speleologico Emiliano, che ha perduto la denominazione di "Romagnolo" essendosi costituiti Gruppi in Romagna.
Sono sempre oggetto di ricerca speleologica i gessi collinari, sia le evaporati triassiche della alta Val di Secchia, una formazione pressoché inesplorata.
Siamo ancora in un'epoca in cui è possibile trovare a decine le nuove grotte; una campagna di ricerca svolta dal 1945 al 1947 porta ad individuare e a catastare 76 cavità nelle sole Evaporiti del Trias (Malavolti, 1949).
Anche in queste grotte viene rinvenuta una fauna troglobia endemica, rappresentata principalmente dal Coleottero "Duvalius Guareschi" e dal Miriapode "Manfredia Guareschi" (Guareschi e Moscardini, 1948-1949). In quest'area carsica vengono individuate anche entità botaniche rare, di grande interesse ecologico e fitogeografico (Bertolani Marchetti, 1949).
Alle pubblicazioni sull'alta Val di Secchia se ne aggiungono altre sui gessi collinari (Malavolti et al., 1954) e sulle grotte del Valestra (G. S.E., 1958).
Notizie su cavità reggiane escono anche sul Bollettino del Gruppo Grotte "Pellegrino Strobel", sorto a Parma nell'anno 1950, che svolse in quegli anni attività anche in territorio reggiano (Frattini, 1956).
Reggio Emilia vede nascere in seno alla Sezione C.A.I., nel 1964, un proprio gruppo; è denominato Gruppo Speleologico Rinolofi, ma l'anno seguente cambia denominazione in: Gruppo Speleologico Reggiano. Il suo esponente più in vista, Giulio Melegari, entra a far parte del Corpo di Soccorso di recente costituzione. Nel 1964 e 65 pubblica lavori sul carsismo nel reggiano.
Questo sodalizio ha vita breve: il 9 Marzo 1967 nasce il Gruppo Speleologico Paletnologico "Gaetano Chierici". formato da giovani, tra cui emerge Mauro Cremaschi, che praticamente rappresenta la guida e il riferimento dei nuovi speleologi reggiani (Cremaschi 1969-1972).
L'attività di ricerca speleologica e archeologica è appoggiata dal Museo Civico della città, diretto da Giancarlo Ambrosetti. Vi è in quegli anni una stretta collaborazione con un gruppo di naturalisti guidato da Don Agosti.
E' merito del nuovo gruppo reggiano l'interessamento per il proprio territorio, che ancora offre molte prospettive di novità e interesse.
Anche se il Gruppo Speleologico Emiliano effettua sullo stesso territorio nuove scoperte, come l'Inghiottitoio di Ca' Speranza e il torrente sotterraneo del Tanone della Gacciolina, non vi è più paragone tra l'attività del gruppo modenese e quella del gruppo reggiano.
Le nuove scoperte si moltiplicano sia nei gessidella collina, sia nelle evaporati del Trias. Tra esse maggior rilievo presenta l'esplorazione del grande sistema "Inghiottitoio di Ca' Speranza-Tanadella Mussina" (Chiesi, 1984) e la scoperta del profondo Inghiottitoio dei Tramonti, presso Talada.
L'attività del gruppo Chierici attira molti giovani. I proseliti aumentano. Alcuni di essi entrano nel Corpo di Soccorso Speleologico, senza trascurare lo studio del territorio e la ricerca naturalistica.
La fama del carsismo nelle evaporati del reggiano, in special modo di quelle dell'alto bacino del Secchia, oltrepassa i confini della Regione e della Nazione. In occasione del Simposio Internazionale sul Carsismo nelle Evaporiti, tenutosi a Bologna nell'Ottobre 1984, i Congressisti di ogni parte del Mondo hanno dimostrato grande interesse per l'area carsica dell'alta val di Secchia che rappresenta una delle aree naturalisticamente più interessanti e incontaminate della Regione e dove si trova una delle risorgenti carsiche con acque minerali tra le più copiose d'Italia, denominata "Fonti di Poiano".
Il Gruppo Chierici ha provveduto ad organizzare e illustrare l'escursione al Tanone Grande della Gacciolina, che del peculiare carsismo ivi presente rappresenta uno degli esempi più significativi (Chiesi, 1985).
In questo quadro opera attualmente la Speleologia Reggiana, che ha raggiunto ottimi livelli di organizzazione, di efficienza, di capacità.
(Mario Bertolani)





Ultimo aggironamento: 22/12/2012

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