Cerca nel sito

Itinerari speleologici nel Reggiano

Località:

42035 Castelnovo Ne Monti

Descrizione:

La provincia di Reggio Emilia annovera nel proprio territorio oltre 200 cavità naturali, censite nel Catasto Speleologico, distribuite in differenti aree di affioramento di tre formazioni geologiche che danno luogo a tipologie carsiche e pseudocarsiche:
1) lenti di gesso macrocristallino messiniano, del basso appennino.
2) calcari arenacei miocenici, del Valestra, di Bismantova e del Dolo.
3) evaporati triassiche dell'alta val di Secchia. Gli itinerari didattici proposti permettono di apprezzarne le peculiarità naturali, rivolgendosi particolarmente a studenti ed escursionisti.

NON SI TRATTA DI PERCORSI TURISTICI, NON SONO LUOGHI DI LIBERO ACCESSO, E' NECESSARIO RIVOLGERSI AL GRUPPO SPELEOLOGICO CHIERICI DI REGGIO EMILIA.
La sede del gruppo è in via Massenet, 23 c/o il Circolo dell’Orologio (rotonda dell’acquedotto), Reggio Emilia, email: gspgc@gspgc.it – www.gspgc.it/

Tutte le grotte menzionate, fatta eccezione per il "Pozzo Malavolti" del M. Vallestra, sono visitabili per i primi metri. Tuttavia le difficoltà che possono sorgere durante la visita rendono, per i meno esperti, sconsigliabile spingersi oltre la zona di ingresso.
Il Gruppo Speleologico Paletnologico "Gaetano Chierici", oltre ad organizzare Corsi di Avviamento alla Speleologia, è a disposizione di singoli, gruppi e scolaresche per visite guidate; inoltre è in grado di fornire l'attrezzatura necessaria onde garantire una visita agevole e sicura.

Programma:

ITINERARIO N' 1 - Zona dei gessi del basso Appennino
Accesso:Borzano di Albinea
Percorrenza: 3 ore
Difficoltà: percorso agevole 1) Dolina dei Massi Caduti: con questo punto di inghiottimento, e con l'omonima grotta che vi si apre, ha inizio quello che è senz'altro il più importante sistema carsico della provincia di Reggio Emilia: Grotta dei Massi Caduti - dolina delle Budrie - Inghiottitoio di Cà Speranza - Tana della Mussina di Borzano.
Tutto il territorio interessato dal fenomeno appare traforato da inghiottitoi e doline, nella maggior parte dei casi impenetrabili allo speleologo. 2) Inghiottitoio di Cà Speranza: è una delle cavità carsiche più interessanti della regione, non solo per il suo elevato sviluppo (m 1.200 ca.), ma soprattutto per la notevole varietà e complessità delle morfologie carsiche e per il concrezionamento presente all'interno. 3) Dolina delle Budrie: sul fondo della più estesa dolina delle provincia si apre l'ingresso della Grotta delle Budrie: di recente scoperta, questa cavità di assorbimento è in comunicazione idrica con la Tana della Mussina. 4) Tana della Mussina: conosciuta fin dall'antichità, è la più famosa e leggendaria cavità nei gessi reggiani. Reperti di età neolitica, rinvenuti nelle prime sale durante gli scavi iniziati dall'Abate Gaetano Chierici (1872), sono conservati presso i Civici Musei di Reggio Emilia. Questa risorgente di un vasto complesso carsico presenta un facile accesso, consentendo al neofita una piacevole visita del tratto iniziale. Pochi metri a valle della grotta, con una serie di risorgenti a polla, riemergono in superfici le acque sotterranee.
5) Castello di Borzano: il castello è costruito su di una rupe scoscesa di gesso. Della antica fortificazione non rimane che parte del possente maschio, oggi adibito a stalla e fienili.
All'interno rimangono tracce di pitture murali e incisioni sulle pareti del piano superiore, sicuramente adibito a galera.

ITINERARIO N' 2 - La dorsale del Valestra Accesso:Borgo di Valestra
Percorrenza: 4 ore
Difficoltà: discreto dislivello 1) erosioni eoliche: cavità alveolari nelle bancate a composizione maggiormente marnosa. 2) insediamenti archeologico: durante alcune campagne di scavo sono qui stati rinvenuti significativi resti di manufatti in bronzo e terracotta, attribuiti all'età del bronzo. 3) Pozzo F. Malavolti e Grotta delle Stalattiti:queste cavità di origine tettonica si aprono ai margini dello spiazzo archeologico sulla destra del sentiero. L'ingresso del pozzo Malvolti si presenta con una stretta apertura alla base di un grosso masso; a breve distanza da questo si apre, in uno spro fondamento doliniforme, la Grotta delle Stalattiti. 4) Oratorio e Grotta di S. Maria Maddalena di Valestra: l'edificio sovrasta la cavità tettonica, aprentesi pochi metri a nord della costruzione; la grotta, conosciuta come "Buco del Diavolo", è legata a curiosi miti e leggende. 5) Monte Valestra: la cima (933 m s.l.m.), indicata da una alta croce in ferro, permette un'ampia vista della pianura e della vallata del Secchia.

ITINERARIO N' 3 - Le evaporiti triassiche Accesso: strada prov. Bondolo-Carù (da Castelnovo ne' Monti).
Percorrenza: 5 ore
Difficoltà: agevole
1) Ponte della Pianellina: punto panoramico da cui si possono apprezzare le scoscese pareti di Monte Rosso, Monte Merlo, Monte Carù, e la caratteristica sezione ad U della vallata carsica. 2) Tanone grande della Gacciolina: lo spettacolare ingresso, mascherato da un bosco di castagni, si apre sul fondo di una grande dolina di crollo; all'interno, grazie al particolare microclima instauratosi, sopravvivono varietà botaniche tipiche di latitudini più fredde, protette dalla L.R. n. 2. 3) Tanone piccolo della Gacciolina: ancora più spettacolare del precedente è l'ingresso di questa cavità che inaspettatamente si sviluppa in un grande salone di crollo, in forte pendenza, debolmente illuminato dalla luce esterna. 4)Risorgente del Mulino della Gacciola: tipica risorgente di ansa ipogea, alimentata dalle acque del Rio di Sologno, ad attività stagionale. E' l'unica cavità carsica con deflusso incongruente rispetto all'inclinazione del livello di base locale. 5) Inghiottitoi presso il Mulino di Segalare: serie di basse depressioni al contatto con la parete evaporitica, sede di intenso assorbimento che determina il prosciugamento dell'alveo del Rio di Sologno. 6)Punto panoramico sulla valle del Torrente Lucola e sul Monte Treccia: modesto affioramento evaporitico in destra idrografica del principale tributario delle risorgenti carsiche di Poiano. 7) Cunicolo del Fontanino e Grotta delle Fascine: la profonda dolina a monte di Case Pradale ospita un inghiottitolo impenetrabile, le cui acque risorgono dal Cunicolo del Fontanino. Di origine tettonica è invece la Grotta delle Fascine, facilmente individuabile per la presenza di un portale in legno. 8) Sorgenti carsiche di Poiano: simbolo dell'intensa circolazione idrica sotterranea che interessa tutta la formazione evaporitica.
Restituiscono alla superfici (nella misura media di 600 I/sec) preziose acque salso-solfatoalcalino-terrose. La salinità dell'acqua conferisce al suolo caratteri selettivi per la vita delle piante, che qui sono presenti in specie assai rare e protette.
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2019

Comune:

Castelnovo ne' Monti
Piazza Gramsci, 1
42035 Castelnovo ne' Monti (RE)
0522 610111
0522 810947

A cura della redazione IAT Informazione e Accoglienza Turistica dell'Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano
Via Franceschini 1/a - 42035 Castelnovo ne’ Monti (R.E.) | Tel. 0522 810430 Fax 0522 812313 | E-mail: iat@appenninoreggiano.it