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Monte Duro

Località:

Monte Duro - 42030 Viano

Area Turistica:

Area Turistica
Zona Matildica

Zona Geografica:

Zona Geografica
Appennino

Testo Analitico:

Descrizione
Il rilievo montuoso, vistoso preludio al territorio montano, è ricoperto da una estesa formazione forestale che riveste grande interesse naturalistico e paesistico, conservando numerose realtà bortaniche e faunistiche. Geologia
Il Monte Duro fa parte di un più vasto affioramento di "Flysch di M. Cassio" esteso in direzione ONO - ESE fino a comprendere, verso oriente, i rilievi del Monte Pilastro (comune di Viano) e del Monte Lusino (in comune di Baiso).
La formazione, che risale alla parte terminale del Cretaceo superiore (Senoniano) e probabilmente raggiunge l'inizio del Terziario (Paleocene inf.), è costituita da sequenze ben stratificate di calcari, sovente con base arenacea, marne e argilliti: il suo colre dominante è il bianco giallastro, anche se le argille al tetto di ciascune sequenza, di spessore relativamente modesto, sono di solito grigie e più scure.
L'origine del flysch è legata ad un ambiente di mare profondo (piana batiale), dove la sedimentazione avveniva per mezzo di torbide. Tale fenomeno, che si è accertato ripetersi periodicamente anche ai nostri giorni alle medesime condizioni, comporta la risedimentazione su vaste aree degli alti fondali da parte di enormi masse detritiche staccatesi dai bordi della piattaforma continentale o della scarpata sottostante, a seguito di frane innescate da terremoti o da forti tempeste: il materiale più fine, che rimane in sospensione per lungo tempo, determinando appunto l'intorbidimento delle acque, finisce per depositarsi gradualmente anche a grandi distanze.
Gli strati, molto regolari, formano in zona una tipica piega a sigma, con curvature a breve raggio, nette ed accentuate; la parte centrale del ripiegamento presenta pendenze rilevanti, vicine alla verticale.
La minor resistenza agli agenti atmosferici di marne e argille ha dato luogo in questo settore della piega ad un rilevante fenomeno di erosione selettiva, con la formazione dei cosiddetti "muri del diavolo" (la parte residua degli strati, di natura calcareo-arenacea), ben visibili lungo la SS 63 all'altezza del Bocco.
Di un certo interesse è il rinvenimento nella parte alta (recente) della formazione della "pietra paesina", un tempo denominata anche "calcare ruiniforme", poichè simula l'aspetto di un paese in rovina, talvolta in modo veramente suggestivo. Nel ' 700 e ancora nel secolo scorso veniva utilizzata per la fabbricazione di tavoli policromi e latri pregiati oggetti di arredo, insieme a marmi e pietre dure (alcuni esemplari sono visibili presso i Musei civici cittadini). ancor oggi si trovano in commercio piccoli quadri e altri oggetti ricavati con questa pietra, adeguatamente levigata (ma gli esemplari migliori provengono dalla Toscana). Vegetazione e Flora
Il rilievo montuoso è caratterizzato da una delle più estese formazioni forestali del nostro territorio collinare, l'area riveste grande interesse naturalistico e paesistico, per la presenza di numerose particolarità botaniche e faunistiche. La linea di spartiacque separa netamente due distinte compagini forestali: la prima, rivolta a settentrione, è di tipo mesofilo, con abbondante faggio (raro a queste quote) e carpino nero, la seconda, rivolta a meridione, a carattere xerofilo, è invece dominata dal Querceto a roverella e dal pino Silvestre.
L'elenco floristico del Monte Duro annovera inoltre specie erbacee assai rare per il territorio reggiano, quali Aster amellus, Staehelina dubia e Orchis ustulata. Fauna
L'area di Monte Duro costituisce una importante area di riproduzione per specie animali in corso di rarefazione. Per le sue globali caratteristiche il comparto di Monte Duro è meritevole di provvedimenti di tutela; le caratteristiche dell'area ne suggeriscono una destinazione a "riserva naturale".
Molte specie animali vi trovano rifugio, tra i mammiferi Capriolo, Volpe, Tasso, Faina, Riccio, Donnola, Arvicola, Scoiattolo; tra gli uccelli Gufo, Civetta, Barbagianni, Poiana, Gheppio, Gazza, Ghiandaia, Codibugnolo, Ballerina,Merlo, Scricciolo, Cornacchia girgia, Cince, Capinera, Fringhello, Averla minore, Picchi verde maggiore, Picchio rosso, Upupa, Storno, Tordo, Beccaccia, Tortora. Itinerari Turistici
Anticamente la costa di Monte Duro era risalita dalla strada di probabile origine medievale che raccordava Vezzano a S. Giovanni di Querciola, Sarzano.
Il percorso si staccava dal Crostolo in prossimità della Bettola e si inerpicava nel fianco settentrionale del Monte, giungendo vicino della vetta e di qui proseguendo in direzione di Cà Schiavino, Predale.
Può essere considerata nell'area di Monte Duro anche "Villa", luogo in cui si innalza un grande caseggiato che mostra una certa ricercatezza architettonica. L'edificio in oggetto risale al 1780, epoca in cui venne innalzato dai Giaroli, ricca famiglia del tempo che venne in possesso dell'antico feudo di Montalto, già dei Canossa.
Nelle intenzioni dei Giaroli la "Villa" doveva essere il nuovo palazzo signorile posto al centro del "Feudo", ma le disponibilità economiche vennero ben presto meno e l'opera rimase incompiuta. L'edificio caratterizzato da due ampi portali in laterizio che si aprono in corrispondenza delle opposte facciate Nord e Sud. L'intero fabbricato è in pietra a vista, di estrazione locale.
Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2021

Comune:

Viano
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42030 Viano (RE)
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0522 988497

A cura della redazione IAT Informazione e Accoglienza Turistica dell'Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano
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