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Parco Nazionale dell'Appennino Tosco - Emiliano

Contatti:

  • 0522 899402 Sede di Ligonchio (RE)
  • 0585 947200/1 Sede di Sassalbo di Fivizzano (MS)
  • 0522 895554 Sede di Ligonchio (RE)
  • 0585 948060 Sede di Sassalbo di Fivizzano (MS)
  • info@parcoappennino.it

Località:

42039 Ligonchio

Zona Geografica:

Appennino Tosco-Emiliano

Notizie aggiuntive:

Notizie Aggiuntive: L'Appennino Tosco-Emiliano, geograficamente collocato tra il Tirreno e la Pianura Padana, rappresenta un sistema ambientale con peculiari caratteristiche ecologiche, culturali e umane.
La complessità geo-morfologica, climatica, vegetazionale, faunistica e la presenza storica di comunità dell'uomo a rischio di declino rendono questa entità territoriale di grande importanza ambientale e in più in generale culturale degna di essere preservata e rivitalizzata.
Le peculiarità geologiche e la loro complessità (p.e. formazioni liguridi, falda Toscana non metamorfica ) sono arricchite dalle vicissitudini climatiche delle ultime glaciazioni che hanno lasciato le più ricche testimonianze dell'intero tratto appenninico (laghi di sbarramento morenico, torbiere, massi erratici, etc.).
La flora comprende specie relitte e/o caratteri endemici sia del clima mediterraneo che del clima di tipo alpino, in particolare la flora delle vette comprende il complesso della vegetazione delle "brughiere a mirtillo" che trovano in questo Appennino il loro habitat più significativo e il loro limite meridionale.
Il paesaggio dell'Appennino Tosco-Emiliano può essere considerato uno dei paesaggi culturali (sensu UNESCO) fra i più complessi e meglio conservati dell'intera nazione. Coltivazioni terrazzate nel versante tirrenico, praterie, pascoli e prati bordati da siepi nel versante padano, ed estesi castagneti su entrambi i versanti mantengono ancora evidenti i caratteri degli antichi usi, la memoria della storia dell'uomo su queste montagne, il segno di attività umane non distruttiva delle risorse della natura.
A seguito di un diffuso abbandono colturale di questi ultimi decenni, l'Appennino è stato interessato dal ripopolamento di una ricca fauna vertebrata ed invertebrata. Sono presenti attualmente consistenti popolazioni di caprioli ed in esubero cinghiali. Lupo, aquila reale, astore e lontra sono fra le specie di maggior pregio per la loro rarità in altri sistemi ambientali. Granchio di torrente, gambero di fiume, salamandra dagli occhiali e rana temporaria sono alcune entità zoologiche di assoluto valore.
L' elevata biodiversità arricchita da un complesso uso del territorio e delle sue risorse da parte dell' uomo crea i presupposti per una diversità ecologica tale da giustificare una molteplicità di azioni di ricerca, educazione e valorizzazione di questo territorio. Sotto questo profilo l'Appennino Tosco-Emiliano rappresenta un enorme risorsa ambientale e culturale di rilievo europeo. Per questo UNESCO e IUCN dovranno essere attivate per l'adeguata valutazione di questo paesaggio montano.
Ancora leggibile appare l'uso complesso ed integrato delle risorse lungo gradienti altitudinali testimoniato dalle architetture originari dei borghi montani e sub-montani e dalla viabilità di crinale e di fondo valle.
Attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano si sviluppano percorsi che hanno segnato l'evoluzione della società del centro e nord Italia, comunicando dal Tirreno alla Pianura Padana: commercio, transumanza, emigrazioni e flussi di manodopera, pellegrinaggi. I valichi del crinale sono stati testimoni di quelle integrazioni culturali ed etniche, non sempre pacifiche, da cui si è prodotta l'attuale società. Le comunità locali, proprio per effetto di un'economia di dorsale e di scambi, sono prima ancora che Toscane ed emiliane, montanare.
Il crescente deterioramento di molti paesaggi in Italia e in Europa pone l' Appennino Tosco-Emiliano in una posizione di grande importanza come entità geografica in cui l'ambiente naturale ed il paesaggio culturale possono essere valorizzati per il benessere delle popolazioni e soprattutto per le future generazioni.
Spopolamento, trasformazioni e abbandono dell'agricolutura hanno determinato e accompagnato processi di degrado ambientale. Oggi la presenza dell' uomo è stabilizzata ad un livello più basso e tende ad un ulteriore diminuzione. Istituendo un Parco Nazionale in questo territorio si può recuperare un interazione positiva tra presenza dell' uomo e ambiente del crinale appenninico. Si può progettare una inversione di tendenza al parallelo degrado ecologico ed umano. Rimanere o ritornare anziché andarsene può essere una prospettiva credibile se si ricostruisce una coscienza e un orgoglio di appartenenza, un nuovo prestigio professionale e un nuovo appeal per una imprenditorialità giovanile legata all' identità culturale dei luoghi. Su questa base si può pensare anche di attrarre forze nuove dalla città e dalle aree urbanizzate non solo come visitatori.
Infatti nonostante tutte le problematiche legate allo spopolamento e alla riduzione della forza lavoro un grande interesse è sempre stato riservato a queste montagne. La costituzione di un Parco Nazionale, mentre può efficacemente far raggiungere gli obiettivi di preservare, restaurare e gestire con strategie ecologiche la bio-diversità e più in generale la diversità ecologica di questi territori e le risorse che ne deriveranno, può suscitare azioni concrete di promozione ed essere agenzia di formazione professionale, di sviluppo sostenibile e di animazione imprenditoriale favorita dalla riconosciuta qualità ambientale dei luoghi.

Testo Analitico:

Descrizione:
Con il Decreto del Presidente della Repubblica 21 maggio 2001, è stato istituito il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.
Il Decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 250 del 26 ottobre 2001.
Il nuovo Parco, 22° tra le aree protette nazionali, è vasto circa 24.000 ettari e riguarda il territorio di due Regioni (Emilia-Romagna e Toscana), di quattro Province (Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia), quattro Comunità Montane (Garfagnana, Lunigiana, Parma Est, Appennino Reggiano), e tredici Comuni (Busana, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Villa Minozzo, Castelnovo ne' Monti, Corniglio, Comano, Filattiera, Fivizzano, Licciana Nardi, Giuncugnano, S. Romano Garfagnana, Villa Collemandina).
Il Parco racchiude e collega due aree protette regionali (Parco del Gigante e Parco dei Cento Laghi) e quattro riserve naturali statali (Pania di Corfino, Guadine Pradaccio, Lamarossa, Orecchiella).
Il territorio reggiano mette a disposizione del parco quasi 13.000 ettari, oltre la metà della superficie complessiva.
Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2021

Comune:

Ventasso
Via della Libertà, 36
42032 Ventasso (RE)
0522 891120
0522 891520

A cura della redazione IAT Informazione e Accoglienza Turistica dell'Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano
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