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Pietra di Bismantova - vegetazione

Località:

42035 Castelnovo Ne Monti

Come arrivare:

Accessibilità
Dal centro di Castelnovo ne' Monti si imbocca la SP 108 e, poco dopo il cimitero, si prosegue lungo la SP 26 che conduce a Piazzale Dante, sottostante la Pietra e a 5 km dal capoluogo.

Area Turistica:

Area Turistica
Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-emiliano

Zona Geografica:

Zona Geografica
Appennino

Notizie aggiuntive:

Notizie Aggiuntive
La rupe è una importante "palestra di roccia" e vi sono state aperte parecchie vie e varianti alpinistiche di varia lunghezza e difficoltà.

Testo Analitico:

Descrizione
La Pietra di Bismantova è caratterizzata da ambienti vegetali molto differenti fra loro, che comprendono una grande varietà di situazioni: pareti strapiombanti, declivi a debole pendenza, versanti assolati e rivolti a settentrione: questa complessità di ambienti dà luogo ad un alto numero di forme di vegetazione e di presenze floristiche. Relativamente ai diversi ambienti presenti, possiamo distinguere, in modo schematico, la vegetazione nelle seguenti categorie principali: 1) suoli a media pendenza rivolti a sud; 2) zone detritiche ricoperte da materiali rocciosi eterogenei; 3) versanti rivolti a settentrione; 4) pianoro sommitale; 5) fessure e cigli delle pareti rocciose. 1) Le vegetazione dei suoli rivolti a sud
E' caratterizzata da bosco, solitamente aperto, costituito prevalentemente da querce termofile (l'aggettivo indica l'esigenza da parte delle piante di un ambiente assolato e di un clima mite), come la Roverella e, più raramente, il Cerro, accompagnate da Orniello.
Nei versanti caldi la Roverella riesce dominante e forma popolamenti luminosi che permettono l'addensarsi di arbusti amanti della luce tra cui soprattutto il Ginepro, il Biancospino, la Rosa di macchia, la Ginestra e il Pelastro, tra questi arbusti segnala anche il Pruno selvatico.
Lo strato erbaceo invece è dominato dalle graminacee (Bromo eretto, Paleo genovese e Sesleria italica), che sono presenti dovunque, come spighette pelose o come pannocchie di spighe pendule. Questa formazione vegetale caratterizza anche le zone di paleoforma (glacis) che distaccano dalla "Pietra" nell'angolo nord - occidentale del Monte. 2) Le zone detritiche
Vi compare una vegetazione piuttosto rada, fortemente condizionata daglia pporti di materiale roccioso, che ancora oggi, saltuariamente, si distaccano dai versanti montuosi.
La scarsa profondità del suolo e la sua instabilità impediscono lo sviluppo di specie arboree, mentre sono relativamente abbondanti gli arbusti e le erbe adattate agli ambienti poveri d'acqua: tra questi citiamo l'Elicriso italico, l'Eliantemo, il Garofano selvatico, la Saponaria ocymoide. Tra queste specie spiccatamente xerofile, amanti cioè dei climi secchi e aridi, se ne segnalano alcune di notevole interesse fitogeografico come il Timo serpillo, il Bromo eretto, la Coronilla minima, il Teucrium montanum, la Globularia vulgaris, la Fumana procumbens e l'Helianthenum appenninum. 3) Versanti rivolti a settentrione
Sono caratterizzati da un bosco ceduo, solitamente piuttosto denso, ricco di un elevato numero di specie. Questo bosco che si incontra nel versante fresco, con insolazione minore e maggiore permanenza nell'acqua nel suolo, risulta costituito principalmente dalle seguenti specie di alberi: Nocciolo, Acero campestre, Acero opalo, Carpino nero, ed Orniello.
Oltre alle specie già citate ricordiamo il Cerro, il Corniolo, e più raramente l'Olmo e il Tiglio.
Frequenti sono anche i Laburni detti " maggiociondoli", dalla suggestiva fioritura giallo intensa che compare nel periodo primaverile.
Il sottobosco è caratterizzato da erbe ad accesa fioritura primaverile, con specie bulbose come l'Anemone nemorosa, detta anche Silvia. E' un anemone perenne, alto più di 25 cm, con rizoma sottile e strisciante. Questo fusto termina in un unico fiore dai petali bianchi. Come già detto, sitratta di piante primaverili, molto comuni nei boschetti di latifoglie, nelle macchie e nei terreni umidi, anche argillosi. La piante più rara della zona ( unica località accertata con il monte Valestra in Emilia) è il Delphinium fissum: Molto rara è anche la Daphne Alpina. 4) La vegetazione del pianoro sommitale
L'intenso pascolaggio esercitatovi fino a pochi anni fa ha qui fortemente condizionato la vegetazione. Attualmente si assiste ad una ripresa del bosco, che sta rapidamente riestendendosi sulle superfici prative e graminacee. Queste ultime, oltre ad essere costituite da alcune specie tipiche come la Festuca violacea ed il Paleino odoroso, accolgono i Trifogli, la Genzianella, il Colchico, la Viola tricolor, la Saxifraga bulbifera, la Polygala alpestris, l'Anthyllis vulneraria e numerose orchidacee.
La vegetazione arborea, in fase di forte ripresa, è invece rappresentata da noccioli, aceri campestri, roverelle e, nei versanti più freschi, aceri montani, laburni e qualche Carpino nero. Da notare l'esistenza del Tiglio, che costituisce una presenza non comune per il territorio regiano. Il Tiglio è facilmente riconoscibile, non solo per le foglie a cuore seghettate, ma per i fiori e il loro caratteristico modo di raggrupparsi. 5) La vegetazione dei cigli rocciosi
Si tratta di un tio di vegetazione particolarmente diffusa in prossimità delle orlature sommitali delle pareti verticali della Piera di Bismantova, ma compare in altri luoghi lungo i versanti del monte. E' caratterizzata da un'associazione di specie crassulente che annovera i Sedi, semprevivi, ed altre specie xerofile e rupicole come l'Erophila verna, l'Alyssoides uticulata, ecc. Le piante grasse sono particolarmente adatte alle condizioni di vita e di clima delle rocce di Bismantova e quindi anche alla mancanza d'acqua. Il Sedum acre e il Sedum dasyph yllum sono piantine perenni con foglie grasse corte e ovoidali.
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2019

Comune:

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