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Sentiero dei Ducati - 5° tappa da Vetto a Camporella

Contatti:

Località:

42020 Vetto

Descrizione:

A path through dukedoms
From the river Enza to Lunigian

Periodi di svolgimento:

Può essere percorso in ogni momento dell'anno senza particolari problemi, in quanto non raggiunge quote molto elevate. Tuttavia in inverno può trovarsi ugualmente neve nella parte centrale dell'itinerario. Le tappe più basse, invece, possono essere particolarmente afose nei mesi estivi.

Modalità di svolgimento:

A piedi

Organizzazione:

Il Sentiero dei Ducati è stato rinnovato nel 2004 dalla Provincia di Reggio Emilia che ne cura anche la manutenzione con la collaborazione del C.A.I.

Percorso:

Il sentiero dei Ducati, che collega la pianura padana alla costa tirrenica, è il primo itinerario transappenninico. L'intero percorso, segnalato con strisce bianche e rosse, può essere effettuato in una decina di giorni di cammino e generalmente, viene diviso in undici tappe di cui 7 nella provincia di Reggio Emlia.
Dati totali riferiti al sentiero dei Ducati (percorso base in provincia di Reggio, escluse deviazioni per i pernottamenti ):
Km tot. 82,3 – dislivelli totali: + 4295 m, - 3090 m – tempo tot. ore 29,30.
Il percorso consente numerose varianti locali che ne permettono una fruizione articolata, anche con tratti ad anello.

Area Turistica:

Appennino

Zona Geografica:

Appennino

Dettaglio itinerario:

TAPPA 5: VETTO – CAMPORELLA. Km 17,2 – disl. + 760 m salita - 550 m discesa – tempo 6,10 ore Bar trattoria a Sole. Bar a Taviano, albergo a Ponte Enza, 3 km da Taviano verso Selvanizza. B&B a Camporella. Dal centro di Vetto si esce sulla SP 513 verso Castelnovo, deviando a sinistra poco oltre il bivio per Costaborga. Si sale per stradello ripido alla sede degli Alpini. Sul retro si sale nel castagneto misto a faggeto su antica mulattiera. Allargatasi in carraia inizia poi a scendere, e oltre il margine di un campo pianeggia fino al borgo di Sole di Sopra 490 m. Per stradello si scende ad attraversare la SP 513 presso il bar trattoria del Sole 470 m (0.30), e si scende verso Sole di Sotto 451 m, che si oltrepassa mantenendo lo stradello che presto si trasforma in larga carraia, supera il rio del Sole e sale brevemente ad un valico. Si prosegue sulla carraia in discesa verso la valle Lonza, il cui fondovalle si raggiunge in breve sulla Provinciale per Ramiseto di fronte al ponte sul torrente Lonza 361 m (0.20; 0.50).
Dalla sponda W del ponte si segue il corso del T. Lonza fino alla confluenza in Enza, con alcuni tratti in alveo dopo l'alluvione del 2000 che ha eroso la vecchia carraia. Splendida vista alla confluenza dei due fiumi, sulla stretta dell'Enza a valle e la tipica vegetazione d'alveo. I ruderi del Mulino di Stabio 349 m conservano in piedi la stalla (edificio più recente del complesso) e tracce della gora e del bottaccio. Si sale tra i ruderi del mulino per seguire l'antica mulattiera selciata ancora in parte che vi dava accesso dal paese di Gottano, costituendone anche il principale accesso da valle lungo l'alveo dell'Enza. Viste superbe sulla selvaggia valle dell'Enza. La sponda parmense di Scurano e Ruzzano, ai piedi delle pendici del M. Fuso, è costituita da arenarie e marne della successione epiligure Ranzano-Bismantova. Tra viste sui versanti Enza e Lonza si raggiungono i primi casolari isolati di Gottano, tra cui Case Ruffini 467 m e Case Dall'Ara 515 m.
Poco oltre un tratto in piano si trova un bel nucleo di pino silvestre: ad un bivio si può proseguire 100 m per affacciarsi sulla valle dell'Enza con un magnifico scorcio. La salita fa riguadagnare il crinale con un bel tratto fiancheggiato da querce, fino a salire a destra ad un bivio e sbucare su uno stradello presso una Maestà, proveniente a sinistra da Gottano di Sotto (variante di Siola n° 680). A destra si sale in breve nel borgo di Gottano di Sopra 675 m (1.20; 2.10), assai suggestivo, con belle case in pietra ben restaurate con al centro l'antica chiesa.
Sempre lungo lo spartiacque Enza – Lonza, si esce da Gottano voltando a destra poco oltre la piazzetta della chiesa, presso una Maestà in terracotta inserita in una casa. In salita si aggira il colle retrostante il borgo, e ad un bivio prima del cimitero si sale a sinistra raggiungendo la cima del colle su cui sorge l'oratorio della Madonna delle Formiche 662 m (neogotico, ricostruito nel 1935) con vastissimo panorama. Si scende verso W lungo il crinale, uscendo sullo stradello del cimitero, che si segue a sinistra fino a sbucare presso una casa (la vecchia scuola) sulla Provinciale di Ramiseto. La si segue per poco a destra, dove si stacca a destra la variante di Temporìa n° 680. Poco oltre si lascia la strada per salire a destra lungo una carraia incavata, che segue il crinale spartiacque tra le vallate dell'Enza e della Lonza. Presso il M. Buttafuoco 659 m si lascia a destra una carraia verso Temporìa e da qui si segue l'antico confine ducale che salendo dall'Enza seguiva per un tratto il crinale: a sinistra era lo Stato Estense, a destra quello parmense. Superata la strada comunale di Cereggio si sale alla Casetta 666 m, sotto cui ad E sorge in abbandono l'antica postazione di controllo doganale estense. Superato in salita il M. Alto 711 m si scende al bivio con la strada di Cereggio, poi una salita tra siepi porta ad un bivio con Maestà in gesso: a sinistra si stacca la Variante di Nigone n° 680, mentre a destra si sale ad un bivio con la variante di Roncovecchio (n°670) e quindi all'ingresso del borgo di Cereggio 765 m (1.30; 3.40). Antico feudo Imperiale, poi soggetto per secoli a Parma, con esso entriamo nella Valle dei Cavalieri. Dalla chiesa di S. Francesco, al centro del borgo, si scende sullo stradello a NW, che con una svolta a sinistra esce dalle case e si dirige verso il cimitero. Al bivio per quest'ultimo, presso una Maestà del 1778 (a destra variante di Tempora n° 680), si prosegue diritto, per larga carraia in discesa nella valletta del Rio Castagnoli. Si lascia una piccola fonte a sinistra presso una svolta a destra. Poco dopo si costeggia una bella parete stratificata di arenarie con pieghe in sezione molto interessanti (arenarie di Ranzano) e si scende a varcare il Rio Castagnoli a 625 m, proseguendo sul versante opposto lungo la carraia. Si lascia in alto a sinistra un metato ristrutturato, e dopo una seconda fonte si costeggia un altro metato ristrutturato. Lo si lascia a destra e ci si immette su un tratturo che si segue a destra, poi subito oltre a sinistra. A mezza costa si procede nel bosco misto (faggi, castagni e querce) lasciando in alto a sinistra un terzo metato in rovina. Sull'orlo della precipite valle dell'Enza, si tiene a sinistra uno stretto sentiero che costeggia in piano il dirupo boscoso, fino ad una selletta: a destra consigliata deviazione panoramica sul vicino crinale dei Pizzoni 434 m (strati di arenarie di Ranzano, vista sulla media e alta val d'Enza). Dalla selletta si prosegue in discesa sempre su stretto sentiero nel bosco, che poco dopo raggiunge un aperto costone che si inizia a percorrere a destra in discesa: si tratta di uno spettacolare affioramento conglomeratico-arenaceo di arenarie di Ranzano, in cui spiccano centinaia di massi sferoidali emersi, e sabbie risultanti dalle erosioni meteoriche. Raggiunta una mulattiera a mezza costa si segue a sinistra (belvedere spettacolare sulle gole dell'Enza sottostanti). Con saliscendi si superano tre costoni ed altrettanti fossi, di cui il secondo a 538 m scavato dalle piene periodiche e superabile con ripidi pendii instabili. La mulattiera diviene carraia e risale tra altri affioramenti conglomeratici, siepi e campi al borgo di Taviano 647 m (1.50; 5.30).
Dal centro di si segue a destra la via che sale alla Provinciale e la supera, seguendo una carraia che sale in mezza costa, procedendo alta sulla val d'Enza, punteggiata da Maestà e fiancheggiata da siepi e querce. Superato il Rio Ricò, si aggira un secondo costone panoramico e sempre a mezza costa si supera una vecchia frana salendo alla chiesa di Camporella 641 m (0.40; 6.10).
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2019

Comune:

Vetto d'Enza
Piazza Caduti di Legoreccio, 1
42020 Vetto d'Enza (RE)
0522 815222
0522 815694

A cura della redazione IAT Informazione e Accoglienza Turistica dell'Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano
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