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Sentiero Matilde - 2° tappa da Bèrgogno a Casina

Contatti:

Località:

42026 Canossa

Periodi di svolgimento:

Per inoltrarsi lungo il "Sentiero Matilde" le stagioni migliori sono senzaltro la primavera, la tarda estate e l'autunno, cercando di evitare i periodi piovosi, l'estate piena per le tappe basse e l'inverno per l'Alto Appennino.

Modalità di svolgimento:

A piedi a cavallo e in mountain bike

Organizzazione:

Itinerario ideato e promosso dalla Provincia di Reggio Emilia.

Percorso:

L'itinerario si presta tanto per escursionisti singoli o per piccoli gruppi, quanto per le famiglie o gli escursionisti organizzati che, magari, preferiscono affidarsi ad una guida ambientale del luogo.
I circa 80 km del Sentiero Matilde, tecnicamente elementari, si snodano perlopiù lungo mulattiere, carraie, strade bianche e sentieri. Consentono di accedere dalla pianura fino al crinale appenninico, spartiacque Tirreno - Adriatico. L'itinerario va da Vico di Ciano d'Enza fino a San Pellegrino in Alpe pur essendo percorribile da camminatori allenati in tre - quattro giorni, viene proposto volutamente in sette comode tappe. Questo per consentire la visita approfondita di dei luoghi. Non dimentichiamo che il centro d'interesse è storico - culturale e ambientale. Sono innumerevoli gli spunti di interesse storico ed architettonico che si incontrano lungo il sentiero, dai principali castelli di Matilde, alle case a torre in pietra arenaria che punteggiano il paesaggio, alle pievi romaniche. Non da ultimo il camminare lento favorisce gli "incontri" eno-gastronomici che, trovandoci nel cuore dell'Emilia, non mancano di certo: vogliamo citare il Parmigiano Reggiano, formaggio prodotti nei piccoli caselli sparsi, oppure l'aceto balsamico tradizionale (nato nella rupe di Canossa) i funghi, le castagne.

Area Turistica:

Area Matildica

Zona Geografica:

Appennino

Dettaglio itinerario:

Descrizione specifica della tappa Matilde da Bèrgogno a Casina. Tempo di percorrenza: 3.00 ore;
Dislivello in salita: 350 metri;
Dislivello in discesa: 250 metri; Una tappa di media collina che conduce dalla val d'Enza dove si affaccia Canossa, a Casina, centro geoorafico delle Terre matildiche. Escursionisti allenati possono unirla alla tappa successiva.
Usciti da Bèrgogno lungo l'unica strada, dopo poco si svolta a destra su una carreccia che scende dolcemente nel fosso del Faieto. Attraversato il piccolo corso d'acqua una vecchia mulattiera risale il castagneto fino alla località di Crochio, dove si ncrocia la strada rovinciale per Casina. Raccomandiamo una breve digressione alla vicina pieve di Paullo (segnavia biancoazzurri, 1 ora a/r) che presenta una bella facciata romanica, e di cui si ha notizia scritta fin dal 980 in un diploma dell' imperatore Ottone II. L'interno è a forma basilicale a tre navate e presenta alcuni esempi di capitelli di arenaria in stile canusino.
Da Crociccio (B&B Il Borgo del Folletto tel. 0522 600504) si segue l'asfalto della Settecentesca Via Militare di Lunigiana per due tornanti in salita e si prende poi una sterrata a destra che sale su un colle presso i resti di una torre d' avvistamento: ricordiamoci che siamo sulla direttrice Canossa-Sarzano-Carpineti. Si scende ad incrociare di nuovo la provinciale e si prosegue attraverso i coltivi in campo aperto fino alla borgata di Monchio dei Ferri. Domina la valle la corte dei Rossi, esempio conservato di fortilizio rurale con due torri del XVI secolo. Si prosegue brevemente lungo una carraia in uscita dal paese per poi risalire costeggiando i coltivi lungo una mulatteria fin sopra Cà Il Ponte.
Al vicino Carrobbio si ritrova la provinciale e in breve si risale al castello di Sarzano. Fu una delle sedi più importanti del potere mediatico ed è citato nel 958 in un atto di compravendita allorchè Adalberto Atto di Canossa, avo di Matilde, acquistò i boschi "in fundo et loco Serzana". Oggi rimangono il mastio, una torre utilizzata come campanile, alcune parti delle mura e i resti della porta d' ingresso. La chiesa ai piedi del castello è stata restaurata, così come il mastio, per attività culturali. Nei fabbricati annessi sono ospitate una locanda e un ristorante di alto livello (tel.0522-604006).
Si scende per un panoramico sentiero alla sottostante Casina, l'antica Casina riportata in un elenco di beni dell'abazia di San Apollonio di Canossa nel 1116. Il paese è posto lungo la Statale 63, asse vario dell'Appennino Reggiano e porta per il Cerreto in Lunigiana. Preso il municipio ha sede la Commissione dell' ars canusina che concede un marchio di certificazione per i prodotti artigianali in pietra, ceramica, oro, merletto e vetro, che si rifanno rigorosamente agli stili matildici. Alberghi Sara*** tel. 0522 609142 e Centrale* tel. 0522 604051.
Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2019

Comune:

Canossa
Piazza Matteotti, 28 - loc. Ciano d'Enza
42026 Canossa (RE)
0522 248411
0522 248450

A cura della redazione IAT Informazione e Accoglienza Turistica dell'Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano
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